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Il bullismo, forma di violenza più diffusa tra i giovani


I media diffondono assiduamente notizie sul dilagare del fenomeno del “bullismo”, sempre più la società è permeata da notizie e casi di malessere sociale ampiamente diffuso che, senza dubbio, mette in evidenza una forma di disagio relazionale che si manifesta tra gli adolescenti e i giovani. Il fenomeno non può essere riconducibile a nessuna categoria sia essa sociale che anagrafica. Il bullismo viene caratterizzato da un insieme di fattori: sociologici e psicologici. Il bullo, visto come persecutore, è colui che essendo tale, trova piacere quando domina una vittima e non prova nessuna pietà nel vederla soffrire sia fisicamente che psicologicamente; si sente superiore rispetto alla sua vittima e pertanto la prepotenza diventa la sua compagna e arma di vita. cit…

BULLISMO: UN GIOCO CRUDELE

“È malvagio.Quando uno piange, egli ride. Provoca tutti i più deboli di lui, e quando fa a pugni, s’inferocisce e tira a far male. Non teme nulla, ride in faccia al maestro, ruba quando può, nega con una faccia invetriata, è sempre in lite con qualcheduno. Egli odia la scuola, odia i compagni, odia il maestro”. In queste righe Edmondo De Amicis descrive il bullo. L’autore inserisce la caratterizzazione di un personaggio che oggi è centro di grande attenzione delle cronache italiane. La descrizione fatta da De Amicis poco si discosta da quello che sta accadendo, quasi quotidianamente, nelle nostre scuole. Per chiarezza di trattazione e per evitare distorsioni sul significato di “bullismo”, termine spesso abusato e talvolta travisato, è importante specificare che la sua derivazione proviene dall’inglese “bullying” e viene usato nella letteratura internazionale per connotare il fenomeno delle prepotenze tra pari in un contesto di gruppo, in cui il “bully” è “una persona che usa la propria forza e/o il proprio potere per intimorire e/o danneggiare una persona più debole.” cit…

Donare rende felice gli altri

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Dò-no: ciò che si dà o riceve senza niente in cambio. Il dono, il donare – il dare -, schiude la base della reciprocità, uno scambio respirante, gratuito, che si apre al fuori da noi, fondamentale non solo a Natale o in qualche ricorrenza. Per donare serve coraggio, specie per donare ciò che non si può comprare col denaro, ciò che richiede tempo, energie, sentimento, ciò che davvero ci rende ricchi – e non sempre il dono viene compreso (Cit. unaparolaalgiorno.it).
Il donare è quell’attività che quotidianamente ci permette di entrare in sintonia e creare un legame con la persona a cui stiamo dando qualcosa. Spesso si sminuisce l’importanza del gesto perché si pensa che tutto ciò che è dono equivalga all’uso di denaro, quando invece non è sempre così. Il dare non si ricollega perennemente al consumo economico, ma anche al consumo, se cosi vogliamo chiamarlo, sentimentale. Come si è detto prima quest’azione comporta l’entrare in sintonia con l’altra persona e di conseguenza l’investire dei sentimenti su ciò che si sta facendo. cit…