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UN AMORE SEGRETAMENTE MISTERIOSO


La Dea della Natura, ovvero Madre Natura, dopo aver creato l’intera natura le piante, gli animali, la terra, il mare, l’aria fresca e pulita si addormentò e diventò una grande montagna, la quale molte volte si arrabbiava perché la gente distruggeva il suo creato. Quando si arrabbiava, sbuffava lava, perciò tutti coloro che vivevano alle sue pendici o nei suoi dintorni, la temevano e la chiamarono ETNA, il cui nome significa colei che brucia.
Finalmente un giorno, per far capire che la natura si deve salvaguardare, si trasformò in un essere umano. Zeus le raccomandò di non innamorarsi di nessuno di nessun genere, né esseri umani né Dei, altrimenti avrebbe perso tutti i suoi poteri e chi si sarebbe innamorato di lei, anche se Dei avrebbero sofferto: tutti le stavano lontano.

Un giorno, però, Efesto, sceso sulla Terra perché si sentiva triste e trascurato, si innamorò proprio della Dea. Da un lato aveva ragione perché chi non poteva innamorarsi di una dea alta, bellissima, con gli occhi azzurri, capelli lunghi, biondi ed un viso delicato come il suo. Appena Zeus scoprì il sentimento di Efesto nei confronti di Etna, si infuriò con lui, lo rapì e lo nascose nel luogo che secondo lui era impossibile trovarlo: il mondo degli Inferi. Dopo qualche giorno, Etna venne a sapere che qualcuno si era innamorato di lei e non le importò se questo potesse influire sul destino degli altri Dei, perché il suo amore era così forte che volle salvarlo. Lei sapeva che così sarebbe diventata mortale, ma il suo amore e il suo coraggio verso Efesto vinceva su tutto e soprattutto su tutti. Si mise subito in viaggio: iniziò a chiedere informazioni agli altri Dei su dove fosse stato portato, ma nessuno le rispose, perché essi temevano Zeus e soprattutto erano terrorizzati dalle sue minacce. Zeus era segretamente innamorato di Etna e quindi questo era il motivo del divieto imposto agli altri: la voleva tutta per sé. La Dea, essendo più furba di Zeus, aveva la Foresta che la avvisava di tutto. Allora la ricattò dicendole che se lei avesse origliato quello che avrebbero detto gli Dei riguardo al luogo dove fosse Efesto, in cambio avrebbe ricevuto un potere. La Foresta accettò il patto e il giorno seguente le riferì tutto ciò che aveva sentito. Allora Etna si recò direttamente nel Mondo degli Inferi, di nascosto di Zeus. Ma ebbe delle difficoltà: prima di salvare Efesto, avrebbe dovuto risolvere tre indovinelli: i primi due li superò senza intoppi, ma nel terzo, Zeus la sentì e come punizione le cancellò la memoria. Durante la strada per il ritorno, incontrò la Dea della Memoria che, in un battito di ciglia, le restituì subito la memoria. Ricorse subito in salvataggio di Efesto ed adesso c’era solo un cancello che li separava, se solo non ci fosse stato il cane a tre teste di Ade che stava in mezzo che, fortunatamente, dormiva. Allora, silenziosa come una formica, Etna cercò di passare, ma solo quando il cancello si stava aprendo, il cane si svegliò; non riuscì a prendere la Dea perché fu abbagliato dalla luce del loro amore. Lo liberò subito e scapparono. Zeus li fermò e volendosi liberare di Efesto gli scagliò un fulmine! Etna si mise davanti facendogli da scudo e morì nelle sue braccia. Subito si ritrasformò in montagna ed Efesto standogli dentro per sempre fece di lei la sua dimora. Tutti gli abitanti, commossi da questa storia d’amore, non ebbero più paura dei vulcani, perché le eruzioni non erano mai finite, ma erano ricompensate dal lavoro di Efesto al suo interno, perché la fiamma del loro amore non si era mai spenta.
L. M. 1A

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