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LA BAMBINA CHE SALVAVA I LIBRI

E’ il 1938 nella Germania nazista. Tutto il Paese è con il fiato sospeso. Io non ho mai avuto tanto da fare ed è solo l’inizio. Forse ti starai domandando chi sono io? Beh, io sono…, è un po’ difficile da spiegare, ti dico solo che mi incontrerai presto, non è una minaccia, non ti spaventare non sono cattivo, né violento, ti dico solo che un giorno ti raccoglierò dolcemente e la tua anima sarà così leggera da sembrare una piuma. Sono stato colpito da una bambina sul treno; non conoscevo la sua storia, ma leggevo nei suoi occhi e sentivo nel suo cuore tante emozioni contrastanti, ma quello che prevaleva di più era la paura. E poi un bambino, che si buttò tra le mie braccia, e subito dopo un urlo…

Il bambino fu sepolto accanto alle rotaie della ferrovia, e io potevo sentire i pianti e la disperazione della madre e della sorellina dai capelli biondi, Liesel. La madre stava scappando dalle persecuzioni naziste, perché comunista, e i due fratelli sarebbero poi stati affidati a una nuova famiglia. Ma alla fine solo Liesel raggiunse il posto. Arrivata. I coniugi che avevano avuto in affidamento la bambina erano lì ad aspettarla nella via Paradiso. Gli Hubbermann. Rosa, una donna non molto dolce, e Hans che aveva l’anima più leggera di quella di un bambino, un uomo molto buono che amava suonare la fisarmonica. Il giorno dopo, Liesel fu svegliata dal suono della fisarmonica di Hans e molto timidamente si sedette al tavolo e incominciò a mangiare. E poi il campanello. Era il ragazzo che abitava nella casa accanto, Rudy, che avendo sentito dire in giro che gli Hubbermann avevano una nuova figlia era curioso di vederla e di accompagnarla a scuola. Ma il primo giorno di scuola fu il più brutto, presa in giro da tutti perché non sapeva né leggere né scrivere. Nel tragitto per tornare a casa trovò per terra un libro con la copertina nera e una scritta in oro, e molto furtivamente, se lo mise dentro il cappotto. Arrivata a casa Liesel chiesa al padre se potesse leggere il libro che aveva trovato precedentemente a terra, e con l’aiuto dell’uomo la bambina riuscì a imparare a leggere e a scrivere e da qui in poi incominciò a provare un ‘amore immenso verso i libri. Nella notte tra il 9 e 10 novembre “NOTTE DEI CRISTALLI”, Mark Steiner, era così che si chiamava un giovane ebreo che stava scappando per le vie della città alla ricerca della via Paradiso, alla ricerca della famiglia Hubberman . Ma perché stava cercando proprio quella famiglia? Il padre del giovane Mark è stato un soldato che insieme ad Hans Hubbermann aveva combattuto la Grande Guerra e il padre dell’ebreo aveva dato la vita per Hans e gli donò anche la fisarmonica. Appena la famiglia Hubberman aprì la porta, l’ebreo chiese a Hans :
-suoni ancora la fisarmonica? e Hans capì subito che si trattava di Mark e lo fece entrare e lo mise nel letto di sopra accanto quello di Liesel. La ragazza nei giorni seguenti parlò molto con Mark e scoprì che condivideva la stessa passione, quella per il libri.
Era solita Liesel andare a consegnare il bucato al sindaco della città, e in una di queste consegne Liesel poté notare una grandissima biblioteca, così il giorno seguente, accompagnata dal suo amico fidato Rudy, decise di entrare di nascosto nella biblioteca del Mastro e “prendere in prestito ” qualche libro da leggere insieme e per Mark, Rudy però non sapeva perché stava facendo quello che stava facendo, ma sapeva solo che aveva un amore segreto per Liesel . Nei giorni successivi tutte le famiglie del quartiere erano rifugiati nella cantina della famiglia Henrick, a causa delle bombe sganciate dai nemici, e mentre 10.000 anime nascondevano la testa per la paura e tremavano , un ebreo ringraziava Dio per le stelle che gli benedicevano gli occhi.
Il 26 SETTEMBRE 1940 Mark fu scoperto dalle SS e fu portato via. L’unico rifugio che Liesel aveva, erano i libri . Quella notte la passò nella cantina, e si addormento mentre leggeva. Si risvegliò ricoperta di macerie. La via paradiso era stata bombardata, e non era suonata il solito allarme. Avevo portato via le anime di Rosa e di Hans e quella di Rudy era appesa ad un filo sottilissimo, e le ultime sue parole, le rivolse a Liesel che le rivelò il suo amore segreto. E il suo primo bacio fu anche l’ultimo, perché mi presi anche la sua anima.
C. L. P.

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